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TEMPO IMPORTANTE PER " FARE LA VERITA' "

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Sicurezze che vanno in crisi, paure che riaffiorano, fede che diventa domanda, religiosità autentica e religiosità magica … la pandemia è anche questo

e nel caso della fede "svela i pensieri di molti cuori", mette in luce la verità che vive dentro di noi.

Una cultura diffusa e assodata pensava che si fossero superati i "tempi oscuri" e che il progresso scientifico portasse soluzione a tutto; la pretesa di una "salvezza" autonoma senza il bisogno di Dio era diventato, ed è ancora, un messaggio subdolo largamente diffuso.

La pandemia viene a dare un duro colpo a questa nostra cultura che chiamavamo e chiamiamo ancora "progresso".

Papa Francesco l'ha messo bene in evidenza: «La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità» (27 marzo 2020).

L'esperienza di vulnerabilità che stiamo facendo, penso e spero, riesca far presa su di noi che ci siamo costruiti i muri delle nostre sicurezze e un mondo per tanti aspetti poco umano, un mondo che non riusciva più a fare i conti con la caducità dei nostri sistemi considerati "avanzati"; dico: penso e spero, perchè noi, come per altri eventi accaduti, rischiamo di dimenticare in fretta.

Questa esperienza di fragilità spero anche ci porti a una considerazione profonda con l'idea che abbiamo di Dio, della vita cristiana e della pratica religiosa, considerazione profonda perchè è facile in queste occasioni lasciarci spingere dall'onda di un sentimento religioso che ci porta a derive insane quali: l'invocare rimedi divini per poter semplicemente tornare alla vita di sempre per fare i propri affari o anche per protrarre certe ingiustizie, vivere la religiosità come superstizione, come magia o con le proprie manie religiose...

Credo che non abbiamo tanto bisogno che la statua della Madonna o addirittura il Santissimo Sacramento passi per le strade per scongiurare la malattia (come si è fatto in qualche luogo), questo potrebbe facilmente assecondare una visione magico-religiosa di Dio, piuttosto abbiamo bisogno della presenza viva di cristiani che sanno testimoniare la fede in modo adulto. Abbiamo bisogno di cristiani che vivono una fedeltà a Dio anche se non possono fisicamente recarsi in chiesa, che dicono la loro fede in casa, che vivono i Sacramenti, che non rinunciano alla Comunione Eucaristica per non prenderla sulla mano (questo è un peccato di omissione grave, da confessare !), che sanno vivere la comunione con gli altri nella "liturgia che è azione comune" di un popolo che proclama la stessa fede, di genitori cristiani che si fanno catechisti dei loro figli...

Se la paura della pandemia spinge istintivamente uomini e donne alla preghiera, la Chiesa non si ferma a compiacersene, ma prende a cuore la testimonianza di insegnare e mostrare che la preghiera, per quanto nasca da intenzioni spontanee, non è un’emozione passeggera, ma la ricerca del vero Dio di Gesù Cristo, perché ci possiamo disporre alla sua sequela.

In una preghiera eucaristica si invoca: "Tutti i membri della Chiesa sappiano riconoscere" i segni dei tempi" e si impegnino con coerenza al servizio del Vangelo" . Nella realtà umana e in particolare in questo caso di pandemia i cristiani sono chiamati a vedere non una minaccia o un castigo di Dio ma a valorizzare i semi di bene che questa realtà ci offre, come rispondere alla conversione che ci è chiesta, alla carità che chiama... Molte volte ci si chiede dove sia Dio, quando accadono situazioni di malattia, di calamità naturali, di morte....; ma raramente ci si chiede dove sia l’uomo con le sue responsabilità, con le sue decisioni, con le sue omissioni...

Alla luce di Cristo dobbiamo riconsiderare la nostra umanità, che si è lasciata andare a deliri di onnipotenza egoistica; dobbiamo accogliere i nostri limiti, dobbiamo rifondare una coscienza che riconosce il bene e il male; dobbiamo credere che "siamo tutti sulla stessa barca" dove ci si salva solo se c’è condivisione e solidarietà.

Noi non crediamo in un Dio che ci fa comodo nei momenti di sventura e che deve, a nostro servizio, liberarcene miracolisticamente.

Noi crediamo in un Dio che ci guida, illumina e sostiene senza mai esonerarci dalle nostre responsabilità.

 

In questo tempo abbiamo bisogno:

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- di disintossicarci dall'ambizione di essere dei "padri eterni";

- di creare unità tra corpo e spirito, tra essere e avere, tra l'io e Dio;

- di liberarci dalla superficialità con la quale abbiamo impostato la nostra vita;

- di affrancarci dall'odio sociale che crea ambienti inumani;

- di rispettare ogni essere vivente e ogni ambiente di vita;

- di recuperare ciò che conta ed è essenziale per vivere bene;

- di ritrovare il senso del vivere riallacciando rapporti umani veri;

- di vivere il tempo in qualità immettendo in esso i valori che lo qualificano;

- di essere consapevoli che su questa terra niente dura per sempre;

- di dover fare i conti con il limite e anche con la morte;

- di avere dentro nostalgia di bellezza, di infinito e di Dio e di doverla far emergere;

- di avere la consapevolezza che l'amore e la compassione possono far miracoli;

- di alimentare la speranza con la assunzione della nostra responsabilità sociale;

- di sperimentare che davanti alla desolazione diventiamo tutti uguali...

 

ATTENZIONE: per quanto riguarda i Sacramenti della Iniziazione Cristiana, per la Prima Confessione e per La Cresima dei ragazzi di Terza media le date delle Celebrazioni per ora restano sospese. appena avremo indicazioni precise dalla Diocesi ve le comunicheremo.

 

A tutti auguro buona salute e ricordiamoci reciprocamente nella preghiera e affidiamo al Signore le persone che più hanno bisogno.

                                                                           Don Lorenzo

 

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