II° Domenica di Avvento
Carissimi fratelli e sorelle della Comunità di Curtarolo!
Decisamente un tipo strano questo Giovanni Battista, incaricato di avvertirci che il Regno si è fatto vicino. Di certo era ispido, non addomesticabile, da avvicinare con le dovute cautele. E appare perciò stridente il contrasto con Gesù, il personaggio principale.
Gesù si mescola con la gente comune. Non ha nulla e non fa nulla per richiamare l'attenzione su di sé. Passa inosservato. Nessuno si accorge di lui, perché non indossa né il vestito solenne della divinità , né la divisa stracciona degli uomini della penitenza...
Ma c'è quel folle che lo svela, c'è Giovanni che ne segnala la presenza. E viene spontaneo domandarsi se anche oggi, piuttosto che le complesse mediazioni e i dotti ragionamenti, non siano invece la semplicità , la libertà , l'immediatezza e la ruvida schiettezza del cristiano i modi più adatti a manifestare o almeno far sospettare la presenza del Signore.
Giovanni ci invita a costruire una strada. Evidentemente si rifà a Babilonia, la città del profeta Isaia (1° lettura). Doveva esserci un corso principale che serviva alle sfilate trionfali, alle manifestazioni grandiose per celebrare le imprese e le vittorie riportate dal sovrano. Ora anche Isaia pretende che per il Signore si prepari un corso. Ma, ed ecco il Battista, la via del Signore passa attraverso il deserto, è una pista che percorre il paesaggio aspro e arido della liberazione. Anche per noi si tratta di percorrere, lungo l'avvento, una via punteggiata di serietà , di impegno, sulla linea dell'essenzialità , della semplicità . Si tratta di recuperare uno stile di serietà , di conversione.
L'unica maniera veramente nuova per celebrare il Natale è quella di festeggiarlo da convertiti. Assicurare un po' più di giustizia, non rendersi complici dei furbi che dominano la scena e non lasciarsi irretire da loro, rappresenta un compito realizzabile già oggi.
Non giudicare secondo le apparenze e non prendere decisioni per sentito dire o per partito preso, costituisce un impegno che va tradotto nell'attualità quotidiana.
Il giorno in cui il lupo dimorerà con l'agnello e il bambino scherzerà senza pericoli con la vipera... è ancora lontano. Ma si potrebbe, intanto, tentare di stare insieme astenendosi dal divorarsi a vicenda con accuse, maldicenze, pettegolezzi... senza diffidenze e sospetti.
San Paolo ci propone di accoglierci gli uni gli altri come Cristo ha accolto noi, senza tener conto di gusti, di antipatie o pregiudizi nonostante le legittime differenze e gli inevitabili conflitti.
In attesa di essere inseriti in quell'armonia universale che è il Regno definitivo, possiamo intanto ripudiare le gelosie, le meschinità , le rivalità , le sciocche discriminazioni e le dispute.
Anche questo è un modo per attendere il Natale.
Buona settimana a tutti!
Don Emanuele

