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Consiglio Pastorale

Stemma consiglio pastorale parrocchiale

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è il luogo dove si progettano, si sviluppano e si verificano le linee guida della vita pastorale della Comunità Cristiana in tutti i suoi diversi ambiti.

In particolare: «Il Consiglio pastorale parrocchiale promuove, sostiene, coordina e verifica tutta l'attività pastorale della parrocchia, al fine di suscitare la partecipazione attiva delle varie componenti di essa nell' unica missione della Chiesa: evangelizzare, santificare e servire l'uomo nella carità»

Il nostro, è un consiglio pastorale giovane!

Un Consiglio Pastorale giovane, non solo per l'età anagrafica di molti suoi membri e del Vice Presidente, ma perché è stato totalmente rinnovato nemmeno un anno fa, seguendo l'indicazione della chiesa diocesana a rinnovare gli organismi di partecipazione ecclesiale in tutta la diocesi.

Durante questa esperienza di rinnovamento, l'intera comunità ha maturato una maggiore consapevolezza dell'importanza fondamentale della corresponsabilità, dando origine ad un nuovo germoglio di collaborazione e di comunione ecclesiale che, sono certo, darà molti frutti negli anni avvenire.

Un primo esempio di questo cammino intrapreso è stata la scelta di abbracciare e di sviluppare, come consiglio pastorale e come comunità cristiana, l'obiettivo prefisso dalla Chiesa di Padova per l'anno pastorale in corso, cioè di continuare ad aiutare i cristiani a unire "fede e vita" attraverso la dottrina sociale della chiesa, ponendo particolare attenzione al tema fondamentale del Bene Comune.

I documenti che la Chiesa ci ha consegnato negli anni attraverso la Dottrina Sociale descrivono e analizzano a fondo il significato di "bene comune".

In particolare, vorrei citare, Papa Giovanni XXIII che nell'enciclica sociale "Mater et Magistra" descrive il concetto di bene comune come "l'insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani lo sviluppo integrale della loro persona". In questa descrizione possiamo riconoscere e trovare termini come: giustizia, cittadinanza, responsabilità, sensibilità per la cosa pubblica, apertura al sociale, legalità, dialogo, discernimento, attenzione alla famiglia, ai poveri, agli immigrati, all'emergenza educativa e alla scuola ...

Temi importanti e fondamentali che non possono essere ignorati ma che, a mio giudizio, andranno affrontati concretamente nei prossimi anni da ogni comunità in riferimento alla dottrina sociale della Chiesa.

Noi come cristiani abbiamo il compito di formarci e di essere promotori di questa dottrina che si fonda sul principio "che i singoli esseri umani sono e devono essere il fondamento, il fine e i soggetti di tutte le istituzioni in cui si esprime e si attua la vita sociale".

A questo proposito credo che come Consiglio Pastorale Parrocchiale dobbiamo e possiamo essere soggetti propositivi in questa società certamente non facile che vive tempi in cui l'uomo prende dalla società o reclama quello che gli interessa: a volte scambiando pretese per diritti, e disinteressandosi completamente degli altri.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale non è un "organismo di facciata" e di scarsa utilità, ma è il primo nucleo della formazione, della promozione e dello sviluppo di un cammino reale e concreto verso il bene comune.

La comunità ha riposto in noi una grande fiducia e ci ha chiamati a quella responsabilità, a quel grande impegno che Gesù definiva: "essere pietre vive", ciascuno al proprio posto, ciascuno per la sua parte per edificare insieme un nuovo cammino.

Di fronte a questa chiamata come consiglio pastorale abbiamo creato un progetto che si svilupperà per l'intero nostro mandato e che ci permetterà di andare alla ricerca e alla scoperta della realtà in cui viviamo, dei reali bisogni, delle aspettative, dei progetti e dei valori che ci accomunano come cristiani, come membri della comunità, come individui della società e del mondo.

Quest'anno siamo partiti studiando e analizzando il territorio in cui viviamo, supportati dall'Osservatorio del Territorio, che questa mattina lei ha avuto modo di incontrare.

Nei prossimi anni vivremo un'ottica di missione verso:

  • la Famiglia, che con i suoi problemi, i progetti e le aspettative è il primo e vero nucleo della società;
  • verso la Comunità, andando ad analizzare e a discutere ciascuno dei molteplici aspetti che la compongono;
  • verso il Mondo, in particolare la globalizzazione che ci invita e al tempo stesso ci impone di uscire dalle nostre "case" e di volgere lo sguardo oltre all'orizzonte e di metterci in discussione attraverso un continuo confronto con culture, pensieri e civiltà diverse dalla nostra dove la mancanza di conoscenza deve essere uno stimolo positivo verso il dialogo e il confronto e non un vincolo o un divieto.

Al termine di questo cammino ci auguriamo di poter vivere la gioia e la felicità di essere consapevoli del proprio essere parte di un progetto comune nella storia e nel mondo. In particolare ci prefissiamo di festeggiare e di celebrare il punto di partenza di questo cammino cioè la nostra parrocchia che da secoli svolge il compito di essere punto di riferimento e d'incontro per le famiglie e gli individui che sono nate o che si sono avvicinate ad essa.

Per realizzare questo progetto stiamo consolidando insieme:

  1. La consapevolezza della responsabilità del ruolo che svolgiamo ed esserne coerenti;
  2. Vogliamo saper ascoltare il territorio in cui viviamo educandoci a comprendere le sue reali esigenze e problematiche;
  3. Stiamo così abbandonando l'idea di operare ed agire in modo circoscritto al proprio gruppo, al proprio essere per dialogare, confrontarci e trovare assieme idee e soluzioni concrete per il bene comune di tutta la nostra comunità e del nostro vicariato.

Ci siamo lasciati alle spalle la politica del "IO" e ci stiamo aprendo alla bellezza e alla gioia del "NOI".

Pur consapevoli che si tratta di sviluppare un progetto ambizioso e non privo di difficoltà, crediamo nell'impossibilità di delegare ad altri la realizzazione di questo progetto.

Ognuno di noi si sente chiamato ad essere "buon samaritano" che non fugge dalla difficoltà ma che invece gli si fa incontro per risolverla.

In questa società promotrice del "fare poco" e fondata sull'individualismo, è arrivato il tempo per noi cristiani responsabili, di destarsi, di stare all'erta, di mostrare vivacità, di non rimasticare più le stesse frasi fatte, di non pestare più le stesse tracce.

Io credo fortemente nel consiglio pastorale, in particolare credo in questo consiglio pastorale parrocchiale.

La forza, l'eterogeneità e le potenzialità che il nostro numeroso gruppo possiede sono una ricchezza, un importantissimo strumento e una concreta realtà verso la quale la comunità sta imparando a guardare con fiducia, speranza ed entusiasmo.

Auguro quindi a tutti noi di continuare a vivere il Consiglio Pastorale come una grande possibilità che ci è stata data di scrivere una pagina importante nella storia della nostra comunità e di essere, come diceva Madre Teresa, uno strumento nelle mani di Dio.

 

Il Vice Presidente
Andrea Faggian