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Iniziazione Cristiana

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Iniziazione Cristiana
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5. graduale e progressivo

Ancora, l'itinerario deve esseregraduale e progressivo, perché aiuti a diventare discepoli di Cristo dalprimo incontro alla scoperta della storia della salvezza, alla risposta quotidiana e personale all'amore delPadre, ed è necessario che si compia attraversotappe concluse in se stesse: non si può passare oltre, senza aver assimilato alcuni atteggiamenti della tappa precedente. Riti e Celebrazioni segnano, dunque, l'acquisizione dei valori e il passaggio alla tappa successiva. I sacramenti poi, diventano il grande evento della salvezza e pertanto sono da celebrarsi senza scadenze fisse e presentati nell'orizzonte di ununico evento. E ladomenica, giorno del Signore, che ha il suo centro nell'Eucaristia comunitaria, adeguatamente valorizzata,riacquista la sua centralità di appuntamento settimanale col Cristo che continua a donare la sua vita per la salvezza di tutti.

6. per una identità cristiana matura

L'itinerario necessita anche di una chiara identità cristiano matura: in Italia molti sedicenti cattolici vivono una loro religione costruita su forme religiose tradizionali e prive di riferimento a Cristo e alla sua Chiesa, in questo contesto, ad es. la prima Comunione è vista come una festa di bambini e non come prima partecipazione al banchetto Eucaristico, fonte e culmine delta vita del cristiano, e la Cresima, rimane il sacramentò del congedo.

7. con il gruppo come contesto educativo come prima esperienza di Chiesa

ilgruppo, quale contesto educativo e luogo di prima esperienza di Chiesa, sembra esser oltre ch√© unascelta di metodo, anche una risposta all'esigenza umana di compagnia, amicizia e sostegno nel cammino. Esso non coincide con la classe scolastica frequentata (abbandonando l'idea del catechismo-scuola della dottrina) e pu√≤ riunire anche ragazzi di et√† leggermente diverse, soprattutto quando in famiglia ci sono fratelli di et√† vicina. Il gruppo vive il suo cammino con la presenza costante di adulti (famiglia, catechisti¬≠accompagnatori, cristiani testimoni...) e in stretto contatto con la comunit√† parrocchiale: non ci sono pi√Ļ lecelebrazioni per i fanciulli, ma le celebrazioni della comunit√† con la partecipazione attiva dei ragazzi della catechesi.

8. con il coinvolgimento della famiglia

In questo contesto, la famiglia ha un ruolo importantissimo: occorre coinvolgere nel cammino i genitori e/o l'intera famiglia, perché i fanciulli non hanno ancora l'autonomia di compiere scelte cristiane ed inoltre, può essere così attivato il processo di chi "comincia", o "ricomincia" a vivere la fede cristiana da trasmettere ai propri figli in formazione. Sono i genitori che vanno aiutati a recuperare il loro ruolo di soggetti che iniziano alla fede, compiendo un loro cammino di fede personale.

9.   con il catechista-accompagnatore

Il catechista-accompagnatore coltiva la sua "passione educativa", e nello spirito desunto dal brano dei discepoli di Ernmaus, si occupa di accompagnare i ragazzi e i genitori; lavora in équipe e in rete non solocon gli altri catechisti ma anche con le altre figure educative della parrocchia ed è punto di riferimento pertutti gli altri membri attivi della comunità. Accompagna il gruppo in tutte le sue tappe, fino alla mistagogia e al suo pieno inserimento nella comunità cristiana.



 
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